La psicoterapia e la figura dello psicoterapeuta sono spesso soggetti a mancanza di consapevolezza e scetticismo, in quanto vittima di pregiudizi frutto di luoghi comuni. Uno di questi afferma che lo psicologo costa troppo, ma ne esistono molti altri. Proviamo ad analizzarne alcuni.

Pregiudizi e luoghi comuni sulla psicoterapia

  1. Se vai in terapia, sei “grave”
    Uno dei “falsi miti” più diffusi, legato a una cultura “manicomiale” in cui non c’era nulla di psicologico, perché le cure si basavano su farmaci e contenimento fisico del paziente, che non veniva considerato da un punto di vista umano. La psicoterapia non ha niente a che vedere con questi metodi e si rivolge a pazienti con diversi livelli di problematicità… ma, purtroppo, il pregiudizio è duro a morire;
  2. Cosa ne sa un estraneo dei tuoi problemi? Meglio parlarne con un amico
    La psicoterapia non è fatta di “consigli” o “suggerimenti”, ma di competenze, conoscenze e tecniche frutto di studi evidence-based (dimostrati scientificamente) che richiedono al singolo terapeuta oltre 10 anni di studio, analisi personale, supervisioni, aggiornamento continuo ed esperienza clinica. Così come non fareste curare un dente cariato a un giardiniere, rivolgendovi senza dubbio a un dentista, perché quando si tratta del benessere interiore dovreste ricorrere al consiglio di un amico e non a un professionista?
  3. Lo psicologo è per i “deboli”
    L’idea che a tutti i costi si debba “essere forti” e “fare da sé” è un falso mito che spesso conduce la persona a sentirsi ancor più fragile e frustrata. Ammettere di avere un problema e di aver bisogno di aiuto significa muovere il primo passo verso una possibile soluzione;
  4. Lo psicologo “manipola” i pensieri
    Lo scopo della terapia non è operare un lavaggio del cervello (a vantaggio di chi, poi?), ma facilitare l’emersione di significati e risposte più funzionali, in sé già presenti, che necessitano di riaffiorare, apparendo sotto una nuova luce;
  5. Sono fatto così, non posso cambiare
    Non siamo nati per l’immobilismo: tutto evolve, per fortuna anche gli esseri umani. Dire “io sono fatto così” equivale al compiere la precisa scelta di non voler cambiare. Se si sta bene con se stessi, niente di strano. Ma se si sta soffrendo, perché non darsi una possibilità?
  6. Nessuno, soprattutto chi non c’è passato, può capire il mio dolore” 
    Ci si rivolge al medico consapevoli di trovare diagnosi e cura, anche se questi non ha fisicamente sperimentato tutti i disturbi da lui studiati. Allo stesso modo, lo psicoterapeuta è un professionista della salute mentale che conosce, dunque sa comprendere e trattare, il disagio, la sofferenza e il dolore dell’altro;
  7. Lo psicologo costa troppo
    Avete mai pensato a quali e quante cose fate quotidianamente per avere un effetto positivo sull’umore? Alcuni sfogano le loro sofferenze sul cibo, sviluppando problemi di sovrappeso e obesità; alcuni fanno lo stesso con l’alcol o lo shopping, mentre chi non riesce a trovare una valvola di sfogo può precipitare in uno stato depressivo. Alcuni di questi comportamenti producono ulteriori disagi: si ingrassa per via di un comportamento alimentare “emotivo”, si spende denaro in trattamenti dimagranti, alcol, vestiti… ecco perché chi ha paura dei costi della psicoterapia dovrebbe chiedersi:
    – “Quanti soldi ho speso per inutili tentativi di risoluzione del problema che non hanno avuto alcun effetto o, peggio, che hanno aggravato la situazione?”
    – “Quanto tempo ho perso credendo di poter risolvere il problema da solo o con il semplice aiuto di amici e parenti?”
    – “Sono disposto/a a investire sulla mia salute e sul mio benessere?”

La formazione dello psicologo-psicoterapeuta

Bisogna tenere in considerazione anche che la formazione di uno psicologo-psicoterapeuta è costante e si fonda su una base almeno decennale di studi così configurati:

  • 5 anni di università (Psicologia: 3+2)
  • 1 anno di tirocinio
  • 4 anni di Scuola di Specializzazione (privata) in Psicoterapia
  • 6 anni di Scuola di Specializzazione (privata) in Psicoanalisi
  • Tirocinio (gratuito) obbligatorio durante tutti gli anni della Scuola di Specializzazione

Ma la formazione dello psicologo-psicoterapeuta non finisce qui, anzi… non si conclude mai. Infatti, la formazione di uno psicoterapeuta dev’essere continua. Il terapeuta che non frequenta annualmente corsi di aggiornamento non sarà in grado di fornire un intervento efficace. Quindi, tra le attività di un valido psicoterapeuta ci sono:

  • Seminari e corsi di aggiornamento
  • Convegni
  • Master
  • Lettura di libri e articoli scientifici
  • Occasioni di confronto con colleghi (es. supervisioni di gruppo)
  • Partecipazione/associazione al proprio Istituto di formazione

Psicoterapia: un impegno costante per terapeuta e paziente

È bene sapere, inoltre, che il lavoro di un valido psicoterapeuta non si limita soltanto ai 50 minuti settimanali a contatto con il paziente, ma comporta anche:

  • Riflessioni e studi sui singoli casi clinici
  • Supervisione da parte di professionisti più esperti
  • Analisi personale, indispensabile al lavoro clinico
  • Comunicazioni urgenti (telefonate o messaggi che avvengono tra paziente e terapeuta al di fuori dello spazio analitico)

Lo psicologo costa troppo?

Prima di affermarlo, dunque, bisognerebbe, piuttosto, chiederselo: lo psicologo costa troppo? E riflettere su tutte le modalità che consentono a un professionista di svolgere in modo adeguato il proprio lavoro, consentendo al paziente di fruire di prestazioni professionali eccellenti e di ottenere risultati soddisfacenti e duraturi nel tempo. Successive riflessioni riguarderanno la presenza di residui pregiudizi sulla figura dello psicologo e sulla reale motivazione a intraprendere un percorso di cambiamento che è un processo e non un evento e che, dunque, richiederà un determinato periodo di dedizione, attenzione, curiosità e costanza.

Dott.ssa Federica Majore
Psicologa del Comportamento Alimentare
Psicoterapeuta
3924131042
psicoalimentare@gmail.com

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