Si crea spesso confusione nel distinguere fra un normale pasto abbondante e le abbuffate compulsive. La differenza tra loro risiede, in primis, nella sottile linea del disagio psicologico. Chiedere aiuto è il primo, fondamentale, passo per riprendere il controllo del proprio benessere, ma prima è necessario fare i conti con vergogna e sensi di colpa.

Abbuffata VS pasto abbondante

Treccani la descrive come una “Mangiata abbondante fino all’eccesso”, definendo quindi l’abbuffata come il mero atto pratico di consumare grandi quantità di cibo in breve tempo. In una società permeata dalla diet culture, ciò crea confusione: è un’idea diffusa, infatti, che le tanto temute abbuffate siano quelle in cui, durante sporadiche occasioni speciali, si consumi più cibo di quanto si fa di solito. Per chi è particolarmente sensibile all’argomento, il risultato potrebbe essere quello di evitare a tutti i costi le occasioni di convivialità per non “abbuffarsi”, senza rendersi conto che si tratterebbe, in realtà, semplicemente di un pasto più abbondante del solito e perdendo tutta la gioia dello stare insieme.

La differenza fra abbuffata e pasto abbondante risiede nella frequenza e, soprattutto, nel vissuto emotivo: l’abbuffata non avviene in momenti di convivialità e non è una risposta dell’organismo alla fame, ma un meccanismo di difesa disfunzionale per gestire stress, ansia, vuoti emotivi. Questo meccanismo disfunzionale diventa spesso un ciclo ripetitivo e soffocante, che sfocia nel Binge Eating Disorder: un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dalla perdita di controllo e da un profondo senso di colpa e vergogna che segue all’episodio.

In cosa consiste un’abbuffata

In cosa consiste, quindi, un’abbuffata? Durante le abbuffate, vengono generalmente assunti cibi considerati “cattivi”, quelli che solitamente vengono evitati perché considerati troppo calorici.

A spingere verso le abbuffate compulsive è il craving: uno stato di profonda agitazione interiore, un impulso viscerale che spinge verso il cibo quasi per inerzia, trasformando la persona in una spettatrice impotente di fronte al desiderio di riempire lo stomaco che sembra sovrastare la propria volontà.

A questo punto, si presenta un’altra caratteristica comune delle abbuffate compulsive: l’elevata velocità. Spesso, il cibo con cui ci si abbuffa non viene nemmeno masticato ed è, quindi, accompagnato da liquidi, in modo da favorire la deglutizione.

Alcuni pazienti, poi, descrivono questi attacchi come se fossero in uno stato di trance (stato alterato di coscienza), mentre altri utilizzano coscientemente meccanismi di distrazione come guardare la TV o ascoltare musica, per evitare di pensare a ciò che stanno facendo.

Altre caratteristiche fondamentali delle abbuffate compulsive sono:

  1. Perdita di controllo
  2. Vergogna e senso di colpa
  3. Segretezza

Perdita di controllo

Alcuni pazienti sperimentano la perdita di controllo all’inizio delle abbuffate compulsive, immaginandola già come l’evoluzione naturale di quello che sta per accadere (“una volta iniziato, non riuscirò a smettere”); per altri, l’abbuffata è un automatismo talmente incontrollabile (compulsivo, appunto) e impossibile da interrompere che la sensazione di aver perso il controllo arriva all’improvviso, quando subentra il malessere fisico e si realizza di aver mangiato troppo.

Vergogna e senso di colpa

Vergogna e senso di colpa alimentano il circolo vizioso del Binge Eating Disorder: il senso di colpa riguarda l’azione (ci si sente in difetto per aver perso il controllo e/o per aver trasgredito una regola alimentare), mentre la vergogna riguarda l’identità (ci si sente sbagliati come persona).

Entrambi alimentano lo stress che, paradossalmente, causa una nuova abbuffata, vista come unico (sebbene temporaneo) meccanismo di conforto.

Vergogna e senso di colpa portano all’isolamento e rendono molto più difficile chiedere aiuto.

Segretezza

La segretezza è il risultato di vergogna e senso di colpa: la maggior parte delle volte, le abbuffate si verificano nei momenti in cui si è da soli e alcuni pazienti riescono a tenere segreto il proprio Binge Eating Disorder per anni, mangiando normalmente in presenza di altri.

Cosa causa l’abbuffata

Ricordiamo sempre che, in caso di abbuffate compulsive la componente psicologica ha un peso determinante, in quanto il sopracitato craving viene, a sua volta, innescato da profonde sensazioni spiacevoli, come:

  • Rabbia
  • Tensione
  • Stress
  • Ansia
  • Noia
  • Solitudine
  • Depressione (in casi molto gravi)
  • Dieta ferrea

Dieta ferrea e abbuffate compulsive

Nell’ultimo caso, a essere vittima delle abbuffate compulsive sono persone che sviluppano una significativa intolleranza verso la dieta ferrea che è stata loro prescritta. Infatti, quando una dieta impone regole molto rigide a cui è difficile sottostare nel lungo periodo, si rischia che:

  • Il desiderio represso possa esplodere in episodi di abbuffata incontrollata come reazione alla privazione;
  • Si inneschi, tra restrizione e abbuffata, un circolo vizioso in cui ogni piccolo strappo alla regola viene percepito come un fallimento totale;
  • La persona sviluppi un rapporto conflittuale con il cibo, vedendolo non più come nutrimento ma come nemico da combattere o unica fonte di conforto.

Il supporto di un esperto in disturbi del comportamento alimentare

Guarire dal Binge Eating Disorder e smetterla definitivamente con le abbuffate compulsive richiede un percorso interiore specifico da svolgere insieme a un professionista. Rivolgersi a uno psicoterapeuta esperto in disturbi del comportamento alimentare, infatti, è il modo migliore per acquisire consapevolezza delle proprie difficoltà e dei propri strumenti interiori per affrontare le abbuffate, ma anche per indagare tutto ciò che riguarda il proprio rapporto con il cibo in generale, in modo da ritrovare un equilibrio autentico e duraturo basato sulla comprensione profonda dei propri bisogni emotivi.

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