L’ansia rappresenta uno stato di preoccupazione, agitazione, inquietudine che si accompagna a sintomi fisici, cognitivi e comportamentali. Quando viene vissuta occasionalmente, ha una funzione adattiva e rientra nel range della normalità, ma se persiste e ostacola la quotidianità dell’individuo, può diventare patologica. Ecco tre importanti disturbi legati all’ansia.

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Disturbi legati all’ansia: insonnia

L’ansia patologica mostra come minacce eccessive situazioni che, in realtà, non lo sono. Tra le conseguenze più comuni di questa iperattivazione mentale e fisiologica c’è l’insonnia: un disturbo frequente che spesso accompagna stati d’ansia prolungati o intensi.

Durante il giorno, siamo svegli grazie a un sistema regolato principalmente da orexina (neurotrasmettitore) e cortisolo (ormone). I disturbi del sonno si manifestano quando i livelli di entrambi non si abbassano fisiologicamente durante la notte. L’igiene del sonno soffre tantissimo l’ansia e lo stress e quando questi ultimi sono prolungati, l’insonnia si cronicizza determinando non solo la difficoltà ad addormentarsi, ma anche la fatica a mantenere il sonno, per cui capita spesso che ci si svegli più volte durante la notte. Tutto questo ha conseguenze negative sulla fase di veglia diurna: di giorno non si è performanti e si alimenta un circolo vizioso che può portare anche a conseguenze più o meno gravi, come problemi di memoria, errori sul lavoro o anche colpi di sonno alla guida.

Igiene del sonno: altri disturbi legati all’ansia e allo stress

Curare l’igiene del sonno consiste in un insieme di azioni che culmina con i rimedi per l’ansia, ma che è fatto anche di una serie di piccole azioni quotidiane positive:

  • Rispettare la camera da letto come luogo esclusivamente del sonno;
  • Evitare di utilizzare lo smartphone subito prima di andare a dormire;
  • Evitare di lavorare al computer dal letto.

Le abitudini negative possono rompere l’equilibrio e influire sulla capacità di staccare e lasciare spazio al riposo, anche perché, oltre all’insonnia, una scorretta igiene del sonno può provocare altri disturbi legati all’ansia: sonnolenza, disturbi dell’attenzione, sintomi depressivi sono solo alcuni. Si dovrebbe agire in tempo per risolverli e non arrivare a sintomi particolarmente gravi.

Disturbi legati all’ansia: attacchi di panico

Uno dei più frequenti disturbi legati all’ansia patologica è rappresentato dagli attacchi di panico: episodi di paura intensa che si manifestano improvvisamente e raggiungono rapidamente un picco, per poi lasciare spazio a un lento ritorno alla calma. Queste crisi coinvolgono sintomi sia somatici, sia cognitivi e possono risultare particolarmente destabilizzanti.

Secondo il DSM-5, un attacco di panico consiste in un periodo circoscritto di intensa paura o disagio, durante il quale si presentano almeno quattro dei tredici sintomi somatici o cognitivi riconosciuti come tipici di questa condizione.

Nelle fasi iniziali, gli attacchi di panico tendono a verificarsi senza una causa apparente, ma col tempo possono cominciare ad associarsi a situazioni o momenti specifici. Per questo motivo, si distinguono due categorie principali: gli attacchi di panico inaspettati, che avvengono senza un fattore scatenante identificabile, e gli attacchi di panico situazionali, che insorgono in risposta a contesti o condizioni percepite come minacciose.

Poiché si tratta di esperienze particolarmente angoscianti, molte persone sviluppano un’intensa ansia anticipatoria, ovvero il timore costante che l’attacco possa ripresentarsi. Questo porta spesso ad evitare luoghi o circostanze legate agli episodi precedenti, contribuendo all’insorgenza di ulteriori disturbi, come una preoccupazione eccessiva per ogni sintomo fisico percepito come insolito, oppure la paura di stare male in pubblico, con un impatto significativo sulla qualità della vita.

Quali sono i sintomi dell’attacco di panico?

I 13 sintomi che possono manifestarsi in caso di attacco di panico sono:

  • Tachicardia
  • Tremori
  • Eccessiva sudorazione
  • Brividi o vampate di calore
  • Dolore o fastidio al petto
  • Sensazione di soffocamento
  • Sensazione di asfissia
  • Nausea
  • Sensazione di torpore/formicolio
  • Derealizzazione (senso di irrealtà) o depersonalizzazione (distacco da se stessi)
  • Testa leggera o sensazione di svenimento
  • Paura di perdere il controllo o di impazzire
  • Paura di morire

Disturbi legati all’ansia: DCA

L’ansia influisce sia sul rapporto con il cibo, sia sull’immagine corporea: alcune persone tendono a calmare l’ansia mangiando in modo compulsivo, altre controllano rigidamente l’alimentazione per sentirsi più sicure, altre ancora hanno dei pensieri distorti su se stesse che portano allo sviluppo di insoddisfazione fisica e bisogno costante di perfezione. Ecco perché i disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono strettamente connessi all’ansia.

Ansia e alimentazione

Il rapporto tra ansia e alimentazione è di comorbilità secondaria: un disturbo si sviluppa in seguito all’insorgenza di un altro. In questo caso, importante considerare questo rapporto su entrambi i fronti. Succede, cioè, sia che si verifichino più facilmente disturbi alimentari in soggetti con sintomatologia ansiosa, sia che insorga frequentemente l’ansia patologica tra i soggetti con disturbi alimentari.

Tra i disturbi legati all’ansia e all’alimentazione che possono portare a DCA ci sono:

  • Restrizione cognitiva
    Forma eccessiva di controllo che mira a limitare al minimo l’assunzione quotidiana di cibo;
  • Disinibizione
    Consumo eccessivo di cibo utilizzato come strategia di coping per affrontare lo stato d’ansia;
  • Fame emotiva o inappetenza da ansia
    In entrambi i casi, il senso di fame non è legato a una reale necessità fisica, ma a uno stato psicologico.

Ansia e immagine corporea

Ansia, insicurezza, senso di inadeguatezza, bassa autostima sono tra i precursori di disturbi come dismorfismo corporeo e DCA. Anche in questo caso, però, l’ansia può diventare una conseguenza, specie quando deriva dalla paura di prendere peso. Tra le ripercussioni sulla vita quotidiana dell’individuo possono figurare restrizioni alimentari, ossessione per il peso e per l’immagine corporea, grassofobia, attenzione maniacale agli ingredienti dei cibi.

Disturbi gastrointestinali legati all’ansia

L’apparato digerente è biologicamente esposto all’influenza di fattori emotivi come l’ansia. Nel contesto di un modello che interpreta la malattia come un’alterazione del dialogo tra cervello e intestino, spesso disturbi psicologici come ansia e somatizzazione precedono o esasperano la comparsa di disturbi gastrointestinali.

Risolvere i disturbi legati all’ansia con la psicoterapia

I disturbi legati all’ansia possono influire pesantemente sulla vita quotidiana e portare a gravi conseguenze. È necessario non ricorrere a rimedi fai-da-te, ma rivolgersi a un professionista.

La psicoterapia rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare e superare i disturbi legati all’ansia. Attraverso il percorso terapeutico, la persona impara a riconoscere e comprendere i meccanismi alla base della propria ansia, identificando pensieri disfunzionali, emozioni represse e schemi di comportamento errati. La terapia offre uno spazio sicuro in cui esplorare le cause profonde del malessere, sviluppare strategie di regolazione emotiva e acquisire strumenti concreti per gestire le situazioni ansiogene nella vita quotidiana.

Tra gli approcci più efficaci, c’è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): particolarmente utile nel trattamento dei disturbi d’ansia, specie quando alla base vi sono traumi, eventi stressanti o ricordi disturbanti. Attraverso la stimolazione bilaterale (come i movimenti oculari), l’EMDR aiuta a rielaborare queste esperienze, riducendo l’intensità emotiva a esse associata e favorendo la creazione di un equilibrio stabile e duraturo.


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